Diritti e Ingiustizie

Voci categorizzate come ‘cibo e politica’

Emergenza burro!

3, Luglio, 2008 · Lascia un Commento

Attenti al caro burrro! Fondamentale intervento del Garante per la sorveglianza dei prezzi, che il 17.6 scorso ha emesso un comunicato per invitare ad abbassare il prezzo del burro.

Presi dal caro petrolio o dall’aumento del costo dei mutui, non ci eravamo accorti dell’aumento del prezzo del burro, simpatico ed ipercalorico ingrediente della nostra cucina.  Personalmente ho molti dubbi sull’efficacia degli interventi del Garante sui prezzi, sia perché non ha poteri sanzionatori sia perché nella storia non si conosce alcun esempio di controllo efficace del mercato.  Il mercato si regola da solo, e se qualcuno ci prova, ecco che arriva il mercato nero.

Ma in ogni caso, un ringraziamento al volonteroso garante da tutti quelli che amano la pasta al burro (semplice ma nutriente), il burro spalmato sul toast caldo (che fa molto nord europa), le patate lesse condite con il burro  e altre simpatiche ricette burrose.

A proposito, oggi la BCE ha aumentato di 0,25 punti il tasso ufficiale di sconto.   Prevedibili ripercussioni sul costo dei mutui, ed un ulteriore rialzo delle rate.  Consoliamoci col burro.

Categorie: cibo e politica · economia
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La Sagra del Mandorlo

6, Maggio, 2008 · Lascia un Commento

Ultime ore di suspence per il nuovo nome del ministro della giustizia.  Chi verrà chiamato ad un ruolo tanto complicato, soprattutto quando il premier è Silvio Berlusconi?

Chissà perché, stando alle voci di corridoio, Berlusconi sembra intenzionato ad affidare quell’incarico a persona di sua assoluta fiducia.  Ecco allora che arrivano i nomi di Marcello Pera o la super new entry di Angelino Alfano.

Questo nome probabilmente è sconosciuto ai più; pure a me, ma mi sono documentato, e ho scoperto che si tratta di un avvocato, e pure dottore di ricerca in diritto d’impresa.   Purtroppo, non sono riuscito a saperne molto di più, neanche sul suo sito www.angelinoalfano.it, dove ho però trovato questa grandiosa dichiarazione:

“Esprimo grande soddisfazione per il buon esito dell’incontro di ieri, che consentirà lo svolgimento, in grande stile, della Sagra del mandorlo: un appuntamento, ormai, dalla portata internazionale, che dà lustro alla Sicilia ed esporta le sue variegate tradizioni nel resto del Paese e all’estero”.

Davvero in grande stile, di portata internazionale e -soprattutto- di variegata tradizione nei luoghi comuni italiani.

Per il resto, per chi volesse familiarizzare con il personaggio, consiglio questo video, in cui l’on. Alfano fantastica di un consenso per Berlusconi da lui prudentemente stimato in “due terzi del popolo italiano”. quando Berlusconi, pur vincendo le elezioni, ha ottenuto (alla Camera) meno del 47% dei voti.    Ma un tale ottimismo merita senz’altro l’alloro ministeriale.

E poi tutti a brindare con il latte di mandorla.

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Mangiare meno, mangiare tutti

23, Aprile, 2008 · 1 Commento

Senza cibo si sta male.  Con troppo cibo anche.

Due notizie, entrambe lette su Internazionale.   La prima, l’allarmante aumento dei prezzi di alcuni generi alimentari di prima necessità, come il grano e il riso; (ieri ennesimo record) , che hanno portato a rivolte in molti paesi del Terzo Mondo, e in diversi casi (Cina, Vietnam, Russi, Argentina) è stata limitata l’esportazione dei prodotti agricoli.  Secondo la FAO trentasei stati sono a rischio guerra civile.  La speculazione ha aumentato a dismisura il prezzo di questi prodotti agricoli, ma non c’è solo questo: c’è anche il problema demografico, ovvero l’aumento esponenziale della popolazione proprio nei paesi (soprattutto africani) più poveri.   Ci vorrebbe una seria politica della natalità, l’educazione all’utilizzo dei metodi anticoncenzionali, ma per il momento questi temi non sono all’ordine del giorno.  

Anche dalle nostre parti il prezzo di pane e pasta sta aumentando, com’è ovvio visto quello che sta succedendo nel mondo, con il grano che in dieci mesi ha triplicato il suo prezzo.   Sarebbe strano il contrario.   Speriamo che ciò porti a pensare anche a quello che succede oltre il cancello di casa nostra.

La seconda notizia è che dopo la fine dell’Unione Sovietica e l’isolamento economico di Cuba, la popolazione ha diminuito il consumo calorico giornaliero da 2.800 a 1.800 calorie e ha dovuto incrementare l’attività fisica a causa del prezzo della benzina.  Risultato: un grande miglioramento della salute, meno obesi, meno ictus, meno diabete, meno malattie cardiache.

La conclusione è lineare: se la parte più ricca del mondo mangiasse meno starebbe meglio, e starebbe meglio anche la parte più povera, visto che il prezzo degli alimentari ovviamente si abbasserebbe.   E’ una buona idea, vero?

Ma provate a convincere un americano…

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La rivincita del Tarrismo e la Dc di Pizza

4, Aprile, 2008 · Lascia un Commento

Quando sembravano non esserci più speranze per la Dc di Pizza, il Consiglio di Stato ha deciso di disporre in via provvisoria la riammissione del suo simbolo nelle liste elettorali.   Nel merito, si deciderà più avanti.

Un perfetto esempio di Tarrismo, ossia del tipico rigido formalismo dei giudici amministrativi, i cui effetti, in un paese malato di un eccesso legislativo, sono molto spesso deflagranti.   Negli ultimi tempi, la riammissione del Consigliere RAI Petroni e (ancora di più), la reintegrazione del generale Speciale sono due perfetti esempi di questo modo di amministrare la giustizia.

Ma anche quest’ultima ordinanza del Consiglio di Stato (la si può leggere sul sito della Dc di Pizza) è perfetta al riguardo: non c’è una parola sul merito della questione, ma solo su aspetti di natura procedurale.    Come se si trattasse di una causa qualsiasi, come se quell’ordinanza non rischiasse di creare un corto circuito costituzionale.  Forse ci sarebbe voluta qualche parola in più, magari un accenno nel merito avrebbe aiutato tutti.

Questo non vuol dire che la Dc di Pizza qualche ragione ce l’abbia, anche perché una sentenza (per quanto non condivisibile) del tribunale di Roma l’ha già riconosciuto  l’unica autentica “Democrazia Cristiana”.  

E poi,  in ogni caso la vicenda non è finita: il TAR deve ancora pronunciarsi nel merito e poi, magari, la sua decisione verrà impugnata dal Consiglio di Stato, con il possibile risultato che tra sei mesi un giudice amministrativo ci dica che le elezioni vanno rifatte.   Insomma, più Tarrismo di così…

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Un appello inascoltato

9, Marzo, 2008 · Lascia un Commento

La Cassazione non ha dato ascolto al nostro accorato appello per salvare la DC di Pizza.

Il simbolo dello scudo crociato utilizzato dalla DC di Pizza si poteva confondere con quello dell’UDC, e la Cassazione ha privilegiato quest’ultima, dando così più importanza alla realtà sostanziale che ai dati formali invocati dalla DC di Pizza, forte di un sentenza che la indica (tra tanti pretendenti) come l’unica legittima Democrazia Cristiana.

La decisione sorprende proprio perché il nostro è il paese del Tarrismo, ossia di quel formalismo esasperante che spesso ha provocato disastri in ossequio ad un’interpretazione fin troppo letterale delle leggi, abitudine tanto più illogica in una situazione di iperproduzione legislativa.

Peccato per un partito dal nome così gustoso. Ma c’è una speranza.

In un comunicato ufficiale la DC di Pizza ha comunicato di aver fatto appello agli osservatori dell’OSCE che devono vigilare sulla regolarità delle elezioni italiane. Beh, certo, sarebbero elezioni democratiche senza la DC di Pizza?

Di sicuro, non sarebbero elezioni italiane.

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Salviamo la DC di Pizza

7, Marzo, 2008 · 1 Commento

La notizia è di quelle che rincuorano.  La segreteria politica della Democrazia Cristiana di Pizza ha deciso di ricorrere all’Ufficio Elettorale presso la Corte di Cassazione, contro il provvedimento del Ministero degli Interni che ha respinto il simbolo del partito, per la confondibilità con quello dell’UDC.

In effetti, le decisioni assunte dai funzionari ministeriali non erano del tutto convincenti;, e non solo per quanto riguarda la DC di Pizza.  In un altro caso, hanno escluso il simbolo dell’Unione Democratica dei Consumatori perché si confonderebbe con quello dell’Unione, che però  non è  un simbolo “usato tradizionalmente da altri partiti”, come recita il D.P.R. 361/1957, per il semplice motivo che l’Unione non è un partito, e non si è  presentata a queste elezioni.

Se i dirigenti dell’UDpC hanno accettato di modificare il loro simbolo, non così la DC di Pizza, forte di una sentenza del Tribunale di Roma che l’ha riconosciuta l’unica legittima Democrazia Cristiana.

Speriamo che il ricorso venga accolto.   Perché privarci della DC di Pizza?  Solo sentire questa definizione fa già venire l’acquolina, e d’altronde si potrebbe aprire una strada molto interessante.   Chi non vorrebbe un PCI di Pan Pepato,  un PSI di Focaccia, o ad una SVP di Krapfen?

E poi, qual è il problema,? In Pakistan ci sono 3-4 partiti che si chiamano tutti Lega Musulmana (distinti solo per l’iniziale del fondatore: M, Q, etc.) e nessuno si arrabbia…  

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Il Ministro dello Zucchero

20, Febbraio, 2008 · 4 Commenti

Leggo sul quotidiano di oggi che a Cuba c’è un Ministro dello Zucchero.

Come hanno fatto i nostri politici a non pensarci anche loro?  Abbiamo avuto il Ministro per l’Attuazione del Programma, il Ministro per gli Italiani nel Mondo, il Ministro per la Devoluzione, e non abbiamo un Ministro dello Zucchero o almeno della Barbabietola.

Male, molto male.  Ma sono sicuro che il prossimo governo rimedierà!

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