E’ incredibile. La riformetta Alfano del processo civile, che avanza piano piano in parlamento rimbalzando tra Camera e Senato riesce perfino a peggiorare, e dire che aveva già meritato commenti come
una politica di piccoli orizzonti (..) alterazioni incoerenti con la tradizione giuridica continentale (…) interventi parziali e in larga misura velleitari.
E si tratta di giudizi contenuti nella mozione approvata lo scorso 14.11 dal Congresso nazionale degli avvocati italiani, certo non sospettabili di antipatia preconcetta nei confronti del governo, che ha persino avanzato una proposta in 6 punti, che però ha il difetto di essere ragionevole, efficace e di facile applicazione.
Tutto il contrario del disegno di legge in esame al Parlamento, con i suoi tanti aspetti inutili se non dannosi, dalla testimonianza scritta (rido per non piangere) all’allargamento delle competenze dei giudici di pace (trasformati nei pretori del XXI secolo), dall’introduzione dell’ennesimo nuovo rito processuale al filtro di ammissibilità per i ricorsi in cassazione.
Ecco, quest’ultimo aspetto nel percorso parlamentare è stato persino peggiorato. Impossibile? Invece no (purtroppo): tra i motivi di inammisibilità del ricorso in cassazione è stata aggiunta l’ipotesi in cui la sentenza d’appello ha confermato quella di primo grado, se si vuole fare ricorso per contraddittorietà o lacunosità della motivazione.
In più, altra spumeggiante novità, per fare ricorso in cassazione le tasse da versare allo Stato aumentano di molto, riducendo così le possibilità di difendersi in giudizio per chi ha risorse economiche limitate. Dopo il caso Sky, il governo aumenta anche le tasse sulla giustizia, smentendo un’altra volta le sue promesse elettorali.
Finito qua? Magari. Secondo l’ultima versione della riformetta, il giudice, nella prima udienza, potrebbe concedere i tre termini per le memorie integrative e istuttorie solo in presenza di “gravi motivi“. Ma non ci sono abbastanza avvocati in Parlamento per capire l’assurdità di una norma simile? Vogliono abbreviare i tempi dei processi? Ma il problema delle giustizia lenta non si risolve certo eliminando questa fase di 80 giorni in tutto, come non si risolveva togliendo le c.d. ferie giudiziali estive, perchè il problema dei tempi nasce dalle carenze di organico della magistratura, e non certo dalle regole processuali… Cosa serve risparmiare meno di tre mesi in un intero processo, se poi tra un’udienza e l’altra passa un anno?
Ma tanto, chi se ne frega, il problema per il governo è la separazione delle carriere… Che immensa tristezza.