Mobilitiamoci per liberare Aung San Suu Kyi, imprigionata dal regime militare birmano per violazione degli obblighi degli arresti domiciliari che le sono stati imposti da 13 anni per la grave colpa di avere vinto le elezioni.
La sua colpa è che un attivista americano si sia introdotto a casa sua. Come se ti arrestassero per complicità se ti entra un ladro in casa e non lo denunci…
L’attenzione internazionale sul suo caso può sicuramente influenzare il regime birmano, e quindi andiamo su questo sito ed aderiamo all’appello: dobbiamo essere in tanti.