Diritti e Ingiustizie

Post da Febbraio 2009

Mezzanotte di ronde

24, Febbraio, 2009 · 13 Commenti

pinkerton-detectives

Stiamo davvero toccando il fondo; la politica di questo quarto governo Berlusconi su sicurezza e giustizia sta veramente superando sé stessa. In peggio. Da una parte si indebolisce la repressione dei reati togliendo strumenti ai pubblici ministeri senza fare un solo minimo provvedimento che possa far funzionare meglio la giustizia penale (ma anche quella civile), incuranti del fatto che forse tanti criminali stranieri vengono in Italia proprio perchè attratti da un paese dove la giustizia è lenta e inefficiente.

Dall’altra parte, dopo l’insuccesso di tutti i tentativi di dare più sicurezza ai cittadini, dopo il poliziotto di quartiere, la riforma della legittima difesa, i militari nelle città e i superpoteri ai sindaci, ecco l’ultima soluzione escogitata dalla fantasia governativa, contenuta nel recentissimo decreto legge sulla sicurezza:

Art. 6 (Piano straordinario di controllo del territorio). (… )

3. I Sindaci possono avvalersi della collaborazione di associazioni tra cittadini non armati, previa intesa con il Prefetto che ne informa il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, al fine di segnalare agli organi di polizia locale, ovvero alle Forze di polizia dello Stato, eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero situazioni di disagio sociale

Ci sarebbe tanto da dire.

Bisognerebbe ricordare che una parte dell’attuale maggioranza, quella proveniente da Forza Italia, dal 1994 ad oggi ha costantemente votato a favore di leggi che rendevano la giustizia meno rigorosa, dal c.d. “giusto processo” alla riduzione dei termini di prescrizione, dal patteggiamento esteso fino all’indulto.

Bisognerebbe pensare al ruolo che avranno questi gruppi di cittadini organizzati e (per fortuna) non armati. Affronteranno a viso aperto i gruppi di spacciatori, o si limiteranno a giocare ai poliziotti magari arrogandosi poteri di pubblica sicurezza, come il controllo dei documenti all’immigrato che passeggia 0 magari alla coppietta che si apparta in auto? Dal pensionato che aiuta i bambini ad attraversare la strada a quello che si fa gli affari tuoi.

Bisognerebbe pensare al rischio per la sicurezza che viene dalle stesse ronde, specie se connotato politicamente. E se magari un domani due ronde di segno politico divergente entrassero in conflitto? Meglio non pensarci.

Da tutto questo però ci può salvare un classico vizio nazionale: l’inconcludenza italiana. Magari (speriamo) sarà una delle mille idee (il termine da usare sarebbe un altro, ma sono un ragazzo forbito) partorita tra squilli di trombe e finita presto nel dimenticatoio…

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Un’incostituzionalità urlata

7, Febbraio, 2009 · 20 Commenti

E’ davvero deprimente assistere allo spettacolo offerto in questi giorni e in queste ore dal governo guidato da Silvio Berlusconi; la pressione di un potere tanto influente da rendere irrilevanti i sondaggi che danno una preponderante maggioranza degli italiani (54% contro 30%) favorevole alla fine delle cure per la povera Eluana Englaro, il premier e il ministro Sacconi partoriscono un decreto legge, che dopo il doveroso rifiuto della firma da parte del presidente Napolitano, diventa un disegno di legge.

Si supera l’ostacolo della necessità ed urgenza, ma l’incostituzionalità della norma rimane.

Questo è il testo dell’ex bozza decreto oggi disegno di legge:

In attesa dell’approvazione della completa e organica disciplina legislativa sul fine vita alimentazione e idratazione in quanto forme di sostegno vitale e fisologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi

A parte il fatto che, come viene insegnato al primo anno della facoltà di giurisprudenza, le leggi devono essere generali ed astratte, e non risolvere un singolo caso concreto, la norma è in evidente contrasto con agli art. 13 e 32 della Costituzione, che sono alla base del diritto di ogni persona all’autodeterminazione e alla piena libertà di scelta in ambito sanitario, che come ha precisato la Corte di Cassazione non si ferma nemmeno di fronte al sacrificio del bene supremo della vita.

Così com’è la norma, che non è riferita ai soli soggetti incapaci, ma a tutti coloro che non sono in grado di provvedere a sé stessi, è manifestamente incostituzionale.
Un’incostituzionalità urlata, e che urta la sensibilità giuridica come quella comune; vogliamo forse un governo che ci obbliga a curarci anche se non lo vogliamo?

Speriamo che nella coscienza dei parlamentari prevalga la ragionevolezza, e che nel segreto dell’urla ognuno dei deputati e dei senatori voti come ritiene giusto, e non come gli viene chiesto (o imposto).

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Disordinamento giuridico

5, Febbraio, 2009 · 1 Commento

Una legislazione incoerente ed episodica sta distruggendo le fondamenta di quello che forse è davvero arduo continuare a definire come il nostro sistema giuridico.

Gli esempi, anche recentissimi si moltiplicano, ma due esempi sono più significativi.

Il primo riguarda le misure approvate oggi stesso dal Senato, che prevedono una stretta sulla custodia cautelare e sul regime carcerario per gli indagati per il reato di violenza sessuale. Giusto, sacrosanto, ma perché non prevedere le stesse misure per reati altrettanto gravi come l’omicidio, la strage, il sequestro di persona, reati tutti puniti con pene ben più elevate? Non era forse più logico aumentare semplicemente le pene per il reato di stupro (e sarebbe stato un gran bel segnale) o magari decidersi una volta per tutte a rivedere la legislazione premiale per i condannati a reati violenti? Macché, si finge di fare la voce grossa e nel frattempo pesino chi è stato condannato a sei ergastoli se ne esce di prigione dopo avere scontato circa 4 mesi per ogni vittima.

Altrettanta incoerenza sul piano delle leggi elettorali; normalmente in un paese le forze politiche scelgono un sistema elettorale di base, che viene utilizzato in tutte le elezioni, magari con qualche leggera differenza tra elezioni politiche e amministrative. In Italia, invece, è il caos più completo, quasi fossimo il laboratorio di un costituzionalista impazzito.

Comune e province: proporzionale con premio di maggioranza ed elezione diretta del sindaco e del presidente della provincia a doppio turno

Regione: ognuna fa per sé, ma comunque prevale il modello di sistema proporzionale con premio di maggioranza ad un solo turno, qualche volta con sbarramenti

Camera dei Deputati proporzionale con sbarramento del 4% per partiti non coalizzati e sbarramento del 2% per partiti di coalizioni che ottengono almeno il 10%. e premio di maggioranza nazionale

Senato: proporzionale con sbarramento dell’8% per partiti non coalizzati e sbarramento del 3% per partiti di coalizioni che ottengono almeno il 20%. e premio di maggioranza regionale

Parlamento europeo: proporzionale con sbarramento del 4%

Voto di preferenza: qualche volta sì, qualche volta no.

Da tutto questo emerge un solo filo comune: che la finalità di questo legislatore non è dare al Paese una legislazione adeguata e funzionale, ma solo inseguire l’interesse del momento.

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