Diritti e Ingiustizie

Post da Gennaio 2009

Ingiusta giustizia

20, Gennaio, 2009 · 9 Commenti

E’ come se uno avesse problemi ai freni e decidesse di cambiare i cerchioni delle ruote, perché non gli piacciono più.  Ecco, questo è l’approccio del governo Berlusconi quater (è il suo quarto tentativo, non dimentichiamolo) al problema della giustizia italiana.

Noi operatori del diritto siamo quotidianamente alle prese con un problema devastante come la lunghezza dei processi, che in certe realtà porta a rinvii di 6 o 7 anni da un’udienza ad un’altra, a causa della carenza di organico dei magistrati e del fatto che molti di loro in realtà fanno altro, dai consiglieri giuridici nei ministeri alla direzione organizzativa degli uffici giudiziari stessi.

Invece per il governo i problemi urgenti da risolvere sono la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri,  piu’ poteri alla polizia giudiziaria e meno ai pubblici ministeri, e ulteriori norme a favore degli imputati nei processi penali.   Curioso, perché probabilmente la cittadinanza italiana non ha l’impressione che la giustizia penale in Italia sia particolarmente dura o severa, e i casi di Pietro Maso, di Erika e Omar, di gran parte dei terroristi rossi e neri sembra dimostrare il contrario.  

Macché.  Il governo Berlusconi quater vuole una giustizia penale ancora più morbida ed inefficiente.  E intanto, tra riformette incommentabili, la giustizia civile sprofonda lentamente ma inesorabilmente verso il fondo, a scapito dei cittadini onesti e corretti, di chi lavora e magari vorrebbe essere pagato per il suo lavoro, di chi ha subito un danno e vuole ottenere un risarcimento, di chi vuole rifarsi una vita dopo un matrimonio fallito.  

Unica consolazione: se si infuriano e fanno una pazzia, perlomeno avranno un giudizio penale con tutte le garanzie del c.d. giusto processo.

Ah ah ah

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Deiezioni burocratiche

10, Gennaio, 2009 · 4 Commenti

L’altro giorno passeggiavo per una cittadina della provincia veneta, quando noto un cartello in cui, più o meno, c’era scritta questa frase:

I proprietari di cani devono essere muniti di apposita paletta per rimuovere le deiezioni dei loro animali

Deiezioni? Ma perché usare un simile termine, tecnicismo medico prima ancora che giuridico? Non si poteva usare, non dico cacca, ma perlomeno parole un po’ più reali, come bisogni o (al limite) escrementi?.

Purtroppo è il solito vizio italiano del burocratese, usato magari da chi nel privato invece parla in dialetto e forse non capisce neppure perfettamente quello che scrive nelle proprie decisioni (ma lui direbbe delibere).

Lo so che i problemi del nostro paese sono altri, e che gli orrori legislativi molto spesso si trovano nella sostanza più che nella forma. Ma anche la forma, come insegna Piero Ottone, ha la sua importanza.

E l’utilizzo di questo italiano finto, oltre ad essere ridicolo, dimostra l’ignoranza di chi lo adopera e l’idea di una pubblica amministrazione che non è al servizio del cittadino, ma esercita la sovranità sui propri sudditi.

Bisognerebbe rispondergli con gli stessi mezzi: portare in quella stessa piazza una mandria di bovini e rifiutarsi di pulire perché il cartello parla di cani e non di animali in generale, oppure chiedere in prestito tutti i cani del vicinato, aspettare le facciano i loro bisogni (o le “deiezioni”, se preferite) e rifiutarsi di pulire, perché il cartello parla di “proprietari” e voi non lo siete.

O forse sarebbe meglio che gli amministratori pubblici imparassero ed usassero la lingua italiana. Quella vera, non quella delle burocrazie. Altrimenti, davvero, preferirei un cartello con sopra scritto:

Chi porta in giro i cani el ga da pulir co i caga

Semplice ma efficace.

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