Ci dev’essere qualcuno, in Parlamento, che la mattina si guarda allo specchio, mentre si sistema la cravatta, si guarda sbigottito, e poi pensa “Ehi, ma io sono deputato!”. Ma qualcuno di questi, evidentemente, ci vuole bene e ha pensato di fare qualcosa di utile anche se quel giorno di parlava di tutt’altro.
E’ così che si spiega che, senza che non c’entri assolutamente nulla, nella legge di approvazione del decreto Alitalia è stata introdotta una piccola disposizione normativa, che recita
Il secondo comma dell’articolo 2952 del codice civile e’ sostituito dal seguente: «Gli altri diritti derivanti dal contratto di assicurazione e dal contratto di riassicurazione si prescrivono in due anni dal giorno in cui si e’ verificato il fatto su cui il diritto si fonda»
Ai non addetti ai lavori sembrerà una norma da niente, invece è una riforma molto significativa, perché toglie uno dei tanti privilegi alle compagnie assicurative, che riguardava la prescrizione delle polizze assicurative, che fino al 28.10.2008 era di un solo anno. In pratica, se uno aveva un infortunio, e non si sbrigava a chiedere i soldi alla compagnia con cui aveva stipulato una polizza, dopo un anno perdeva tutto. Cosa che naturalmente accadeva spessissimo, come deve avere pensato il benemerito promotore di quell’emendamento.
Adesso, quindi, ci sono due anni per chiedere l’indennizzo alla compagnia di assicurazione.
E’ una svolta epocale, perché dal 2000 ad oggi governi di ogni colore non hanno fatto altro che favorire le compagnie di assicurazione, dalla tabella unica nazionale per le piccole lesioni all’indennizzo (ma meglio sarebbe dire bidonizzo) diretto. Ora, incredibilis dictu, è stata introdotta una norma a favore degli assicurati.
A volte capitano.
