Troppi processi? La soluzione del governo è quella di ridurre forzatamente e in maniera del tutto irrazionale i giudizi di Cassazione. Ma sì, chi se ne importa dei processi di merito che durano 10 anni, qualcuno al Ministero chissà perché ha pensato che i problemi sono all’ultima fase, e così ha avuto la bella idea di introdurre un bel filtro di ammissibilità dei ricorsi in Cassazione.
E’ infatti in discussione al Parlamento il disegno di legge che contiene, tra l’altro, la riformetta Alfano, che già di per sè lasciava a desiderare, tra allargamento delle competenze dei giudici di pace e testimonianze per iscritto. Come se non bastasse, alla Camera il governo ha proposto un emendamento, regolarmente approvato, che introdue un nuovo articolo nel codice di procedura civile:
«360-bis. (Ammissibilità del ricorso). Il ricorso è dichiarato ammissibile:
a) quando il provvedimento impugnato ha deciso le questioni di diritto in modo difforme da precedenti decisioni dalla Corte; b) quando il ricorso ha per oggetto una questione nuova o una questione sulla quale la Corte ritiene di pronunciarsi per confermare o mutare il proprio orientamento ovvero quando esistono contrastanti orientamenti nella giurisprudenza della Corte;
c) quando appare fondata la censura relativa a violazione dei principi regolatori del giusto processo;
d) quando ricorrono i presupposti per una pronuncia ai sensi dell’articolo 363.
Sull’ammissibilità del ricorso la Corte decide in camera di consiglio con ordinanza non impugnabile resa da un collegio di tre magistrati.
Non bisogna essere Kelsen per capire che questa norma, se rimarrà anche nella versione definitiva, sarà al contempo inutile e dannosa, coerentemente del resto con la riformetta tutta.
Sarà inutile perché i tre giudici che dovranno decidere sull’ammissibilità si dovranno esaminare tutte le carte, e quindi il loro lavoro aumenterà, e tutte le volte che il ricorso verrà dichiarato ammissibile sarà del tutto inutile, perché il fascicolo dovrà nuovamente essere esaminato, magari da altri magistrati. E più lavoro anche per messi, cancellieri, e così via.
Sarà dannosa perché mette un freno all’evoluzione della giurisprudenza, mettendola sostanzialmente in mano alle Corti d’appello, che storicamente è l’organo giudicante meno innovativo. Eppure, in questi anni i nostri giudici avevano dato splendida prova della propri capacità di fare evolvere senza scossoni il sistema giuridico, e basti citare la tutela dei conviventi, il danno biologico prima e il danno esistenziale poi, la libertà di scelta del paziente e il suo diritto all’informazione.
Già, ma in effetti forse (forse) è proprio tutto questo che si vorrebbe fermare.
