Diritti e Ingiustizie

Il diritto del più forte

20, Agosto, 2008 · Lascia un Commento

Esiste un diritto internazionale, o esiste soltanto la forza delle armi e la difesa dei propri interessi?  L’interrogativo è lecito, di fronte alla guerra tra Russia e Georgia e le contraddizioni di Stati Uniti ed Europa, che dopo avere sostenuto l’indipendenza del Kosovo a scapito dell’integrità territoriale della Serbia oggi difendono l’integrità territoriale della Georgia a scapito dell’indipendenza dell’Ossezia del Sud.

A prescindere dai torti e dalle ragioni del caso specifico, e dall’abile approffitamento russo della situazione, non si può non notare la contraddizione.  Da entrambe le parti, perché le dichiarazioni di Bush sulla Georgia corrispondono specularmente a quelle di Putin sulla Serbia, e viceversa.

Può essere utile ricordare che il principio di autodeterminazione dei popoli (invocato da kosovari e ossetini del sud) è un principio (apparentemente) consolidato del diritto internazionale sancito dal Patto internazionale dei diritti civili e politici approvato dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 1966 ed entrato in vigore nel 1976, il quale all’art. 1 prevede che:

Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale.

Il Patto prevede inoltre che gli stati che hanno aderito al Patto debbono promuovere l’attuazione del diritto di autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto.

Dall’altra parte sta il diritto degli Stati alla loro integrità territoriale (invocato ieri dalla Serbia e oggi dalla Georgia), sancito dagli artt. 1 e 4 dell’ Atto Unico di Helsinki del 1975, carta fondamentale dell’OCSE, che all’art. 3 stabilisce anche il diritto all’inviolabilità delle frontiere.  Ma anche l’Atto Unico all’art. 7 sancisce il diritto dei popoli all’autodeterminazione.  E tutte le parti in causa (Stati Uniti d’America, Federazione Russa, Georgia e Serbia) sono membri dell’OCSE.

Nel caso del Kosovo, c’era qualcosa i più: una risoluzione ONU e gli accordi di pace di Kumanovo che posero fine alla guerra in Kosovo prevedevano che la regione avrebbe avuto un’ampia autonomia ma sarebbe stata rispettata l’integrità territoriale della Serbia.  Così non è stato, in violazione del primo e fondamentale principio del diritto internazionale: pacta sunt servanda

Giusto  o sbagliato, che sia, si è trattato di un precedente che oggi la Russia (e l’Ossezia del Sud) sfruttano a proprio svantaggio.  Bisognava pensarci prima, anche perché centinaia sono i casi di popoli che potrebbero chiedere la propria indipendenza.

C’è il Tibet, ma c’è anche la Transinistria (regione della Moldavia a maggioranza russa), c’è il Sahara occidentale, ma ci sono anche i Paesi Baschi.  E anche in Italia, non sarebbe forse legittimo che l’Alto Adige decidesse sul proprio status?

La soluzione a questi problemi andrebbe trovata attraverso principi riconosciuti del diritto internazionale che risolvano il contrasto (risolvibile?) tra diritto all’integrità territoriale e diritto all’autodeterminazione dei popoli.

Ma invece sembra che l’unica soluzione sia quella che l’umanità adotta da qualche migliaio di anni: l’uso delle armi e la ragione del più forte.  

Almeno, però, non raccontateci frottole.

 

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