Diritti e Ingiustizie

Nulla di fatto

9, Agosto, 2008 · 2 Commenti

Sono passati più di quattro mesi da quanto Berlusconi dichiarava ai giornalisti, a proposito della famigerata cordata di imprenditori italiani pronti a rilevare Alitalia che

“in tre o quattro settimane la cordata sarà pronta” (dichiarazione del 21.3, ad oggi sono passate più di quattro mesi).

Due giorni prima, Berlusconi aveva dichiarato (la mia fonte è il blog de Laranocchia) che:

“Spinetta con il mio veto dovrà rinunciare e su Alitalia possono intervenire AirOne con Banca Intesa e, nella cordata altri imprenditori italiani fra cui anche i miei figli”.

Un mese dopo, vinte le elezioni, dopo un incontro con Putin Berlusconi parlò di trattative con Aeroflot per la realizzazione di un gruppo internazionale di prestigio.    Qualcuno ne ha più sentito parlare?

Attualmente, l’unica cosa che si è concretizzata è l’ennesimo piano, che prevederebbe 7.000 esuberi (leggi: licenziamenti) invece di 2.000, il tutto con il contributo importante dello Stato, ossia delle nostre tasse.

Ma, in fondo, perché preoccuparsi?  I dati del primo trimeste 2008 dicono che Alitalia ha avuto perdite per 215 milioni di euro, ossia (all’incirca) 2 milioni e 400 mila euro di perdite al giorno.  Visto che queste perdite alla fin fine ricadono sul bilancio statale, e quindi su tutti noi, la non soluzione della questione Alitalia finora ci è costata 264 miloni di euro.  Questo è il risultato moltiplicando le perdite giornaliere per i 110 giorni trascorsi dal ritiro di Air France ad oggi).

E purtroppo, il costo sembra destinato a salire.  Grazie, Silvio, la prossima volta che pago IVA e IRPEF penserò a Te.

Categorie: politica
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