Diritti e Ingiustizie

Post da Agosto 2008

Italianate

26, Agosto, 2008 · Lascia un Commento

Un mese fa la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica hanno  sollevato conflitto di attribuzione avanti alla Corte Costituzionale, con riguardo alla sentenza n. 21748/2007 della Corte di Cassazione  che di fatto ha autorizzato ad interrompere i trattamenti che tengono forzatamente in vita la povera Eluana Englaro.

La decisione di sollevare il conflitto di attribuzione è davvero sconcertante, anche perché la Cassazione non ha fatto altro che applicare principi che i giudici applicano pacificamente da molti anni, e che si fondano su due articoli della Costituzione: l’art. 13 che tutela la libertà personale, e l’art. 32, che vieta la sottoposizione a trattamenti sanitari obbligatori se non per disposizione di legge.

La Cassazione, infatti, aveva semplicemente detto che a monte di ogni trattamento sanitario c’è la scelta del paziente, che  il rifiuto delle cure è dunque legittimo, e che  nel caso in cui la persona non sia in grado di decidere da sola, il diritto al rifiuto delle cure va comunque tutelato e può essere esercitato dal tutore, in maniera corrispondente  a quella che la persona avrebbe fatto se avesse potuto scegliere.

Il Parlamento contesta alla Cassazione di avere usurpato i poteri del Parlamento disciplinando una materia priva di regolamentazione legislativa.

Ma allora, perché il Parlamento non ha approvato una legge, esercitando quel potere legislativo che sostiene violato?
Forse perché consapevole della contrarietà della maggioranza dell’opinione pubblica?

In ogni caso la decisione di sollevare il conflitto di attribuzione sembra davvero priva di ogni presupposto giuridico (per approfondimenti vi rimando a questo link) ed è davvero stupefacente che la relazione approvata dal Senato sia stata sottoscritta dal sen. Carlo Vizzini, laureato in giurisprudenza e professore universitario, autore, tra l’altro, di un saggio su “La teoria del plus valore nel pensiero di Carlo Marx”.

A parte l’italianizzazione del nome, che mi ricorda un Volfango Mozart che avevo letto in vecchio dizionario enciclopedico, non sembra di intravvedere qualche contraddizione?

Beh, in effetti, prima di approdare a Forza Italia il sen. Vizzini, che forse ricorderete come Ministro della Marina Mercantile, era stato anche segretario nazionale del PSDI e, come specifica nel suo sito, uno dei tre fondatori italiani del PSE.   Insomma, all’epoca era compagno di strada di Blair e Zapatero, dieci anni dopo di Gasparri e Giovanardi.

Come dire, solo in Italia.

 

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Il diritto del più forte

20, Agosto, 2008 · Lascia un Commento

Esiste un diritto internazionale, o esiste soltanto la forza delle armi e la difesa dei propri interessi?  L’interrogativo è lecito, di fronte alla guerra tra Russia e Georgia e le contraddizioni di Stati Uniti ed Europa, che dopo avere sostenuto l’indipendenza del Kosovo a scapito dell’integrità territoriale della Serbia oggi difendono l’integrità territoriale della Georgia a scapito dell’indipendenza dell’Ossezia del Sud.

A prescindere dai torti e dalle ragioni del caso specifico, e dall’abile approffitamento russo della situazione, non si può non notare la contraddizione.  Da entrambe le parti, perché le dichiarazioni di Bush sulla Georgia corrispondono specularmente a quelle di Putin sulla Serbia, e viceversa.

Può essere utile ricordare che il principio di autodeterminazione dei popoli (invocato da kosovari e ossetini del sud) è un principio (apparentemente) consolidato del diritto internazionale sancito dal Patto internazionale dei diritti civili e politici approvato dall’Assemblea Generale dell’ONU nel 1966 ed entrato in vigore nel 1976, il quale all’art. 1 prevede che:

Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale.

Il Patto prevede inoltre che gli stati che hanno aderito al Patto debbono promuovere l’attuazione del diritto di autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto.

Dall’altra parte sta il diritto degli Stati alla loro integrità territoriale (invocato ieri dalla Serbia e oggi dalla Georgia), sancito dagli artt. 1 e 4 dell’ Atto Unico di Helsinki del 1975, carta fondamentale dell’OCSE, che all’art. 3 stabilisce anche il diritto all’inviolabilità delle frontiere.  Ma anche l’Atto Unico all’art. 7 sancisce il diritto dei popoli all’autodeterminazione.  E tutte le parti in causa (Stati Uniti d’America, Federazione Russa, Georgia e Serbia) sono membri dell’OCSE.

Nel caso del Kosovo, c’era qualcosa i più: una risoluzione ONU e gli accordi di pace di Kumanovo che posero fine alla guerra in Kosovo prevedevano che la regione avrebbe avuto un’ampia autonomia ma sarebbe stata rispettata l’integrità territoriale della Serbia.  Così non è stato, in violazione del primo e fondamentale principio del diritto internazionale: pacta sunt servanda

Giusto  o sbagliato, che sia, si è trattato di un precedente che oggi la Russia (e l’Ossezia del Sud) sfruttano a proprio svantaggio.  Bisognava pensarci prima, anche perché centinaia sono i casi di popoli che potrebbero chiedere la propria indipendenza.

C’è il Tibet, ma c’è anche la Transinistria (regione della Moldavia a maggioranza russa), c’è il Sahara occidentale, ma ci sono anche i Paesi Baschi.  E anche in Italia, non sarebbe forse legittimo che l’Alto Adige decidesse sul proprio status?

La soluzione a questi problemi andrebbe trovata attraverso principi riconosciuti del diritto internazionale che risolvano il contrasto (risolvibile?) tra diritto all’integrità territoriale e diritto all’autodeterminazione dei popoli.

Ma invece sembra che l’unica soluzione sia quella che l’umanità adotta da qualche migliaio di anni: l’uso delle armi e la ragione del più forte.  

Almeno, però, non raccontateci frottole.

 

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Nulla di fatto

9, Agosto, 2008 · 2 Commenti

Sono passati più di quattro mesi da quanto Berlusconi dichiarava ai giornalisti, a proposito della famigerata cordata di imprenditori italiani pronti a rilevare Alitalia che

“in tre o quattro settimane la cordata sarà pronta” (dichiarazione del 21.3, ad oggi sono passate più di quattro mesi).

Due giorni prima, Berlusconi aveva dichiarato (la mia fonte è il blog de Laranocchia) che:

“Spinetta con il mio veto dovrà rinunciare e su Alitalia possono intervenire AirOne con Banca Intesa e, nella cordata altri imprenditori italiani fra cui anche i miei figli”.

Un mese dopo, vinte le elezioni, dopo un incontro con Putin Berlusconi parlò di trattative con Aeroflot per la realizzazione di un gruppo internazionale di prestigio.    Qualcuno ne ha più sentito parlare?

Attualmente, l’unica cosa che si è concretizzata è l’ennesimo piano, che prevederebbe 7.000 esuberi (leggi: licenziamenti) invece di 2.000, il tutto con il contributo importante dello Stato, ossia delle nostre tasse.

Ma, in fondo, perché preoccuparsi?  I dati del primo trimeste 2008 dicono che Alitalia ha avuto perdite per 215 milioni di euro, ossia (all’incirca) 2 milioni e 400 mila euro di perdite al giorno.  Visto che queste perdite alla fin fine ricadono sul bilancio statale, e quindi su tutti noi, la non soluzione della questione Alitalia finora ci è costata 264 miloni di euro.  Questo è il risultato moltiplicando le perdite giornaliere per i 110 giorni trascorsi dal ritiro di Air France ad oggi).

E purtroppo, il costo sembra destinato a salire.  Grazie, Silvio, la prossima volta che pago IVA e IRPEF penserò a Te.

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Se il mare si alzasse di 2 metri

3, Agosto, 2008 · Lascia un Commento

In spiaggia a Padova e Treviso. Questi potrebbero essere i risultati dell’effetto serra. Sempre che il mare non sommerga anche Padova e Treviso, naturalmente.

Preoccupazioni assurde? Mica tanto, e per averne conferma basta consultare la mappa che è stata elaborata sulla basa di dati della NASA. Quella del link è impostata su un innalzamento di 2 metri slm.

Venezia, Ravenna, Rovigo, Chioggia e Venezia sommerse, Treviso e Padova in riva al mare. Il Delta del Po cancellato dalle mappe. E così tutte le località balneari del Veneto, da Caorle a Iesolo.  Il problema In tialia è principalmente in Veneto e Romagna, ma anche Pisa è fortemente a rischio.

Se volete, potete provare ad impostare l’innalzamento del mare a 5 o 7 metri, con il mare che sommergerebbe anche Ferrara ed arriverebbe fino a Legnago e Oderzo!

Se nel 2050 sarete ancora vivi (io per esempio avrei quest’intenzione) è il caso di cominciare a preoccuparsi.  E magari (intanto) spargere la voce.

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