Povera giustizia, e poveri noi. Se la prima bozza del Decreto Legge approvato al Consiglio dei Ministri del 18 giugno (disponibile sul sito www.repubblica.it) è verosimile, c’è poco da stare allegri.
L’insieme di piccoli ritocchi e modifiche di cui va tanto fiero il Ministro Alfano non tocca minimamente il cuore dei problemi che rendono la giustizia così lenta e inefficace. Il problema riguarda infatti l’eccessivo carico di lavoro che grava su magistrati e personale amministrativo, e l’assoluta carenza di risorse materiali ed umane. Lo si risolve con più giudici, più cancellieri e molta più informatica, a partire dalla redazione dei verbali d’udienza.
Ecco, l’unica modifica introdotta che ha qualche utilità è l’uso delle e-mail per comunicazioni e notifiche, ma perché sia efficace tutti gli avvocati dovranno avere l’e-mail certificata, e tutti gli uffici giudiziari dovranno attrezzarsi. E ci vorranno mesi.
Tutto il resto, invece, sono palliativi inutili e persino dannosi.
Ridicolo il provvedimento di ridurre i vari tempi per riassumere le cause dopo una sentenza di Cassazione, e tutte quelle altre riforme (presenti invece nel Disegno di Legge che verrà presentato in parlamento) che riducono i termini a carico di noi avvocati. Bello, noi dobbiamo fare tutti in fretta, ma cosa cambia se poi l’udienza ce la fissano nel 2014 (vero, non è una data inventata)?
E che dire della riduzione delle c.d. ferie giudiziarie, che non è il periodo di vacanza dei magistrati o quello in cui i tribunali restano chiusi, come ha detto il Ministro Alfano. In quel periodo, semplicemente, i termini processuali si fermano, ma tutto ciò non incide per nulla sui tempi della giustizia, che sono così lunghi perché i magistrati ci mettono molto tempo a decidere le cause, perché ne hanno tantissime. Per adesso il provvedimento è scomparso dal testo definitivo del Decreto Legge, speriamo di non ritrovarcelo nel Disegno di Legge.
E lo stesso discorso, più o meno, vale per tutte le varie norme presenti nel Disegno di Legge, tra cui spicca la norma, semplicemente demenziale, che introduce la possibilità di testimoniare per iscritto compilando un modulo inviato dal Giudice, In Italia? Ditemi che state scherzando… Già adesso i testimoni mentono di fronte ad un giudice in un contesto formale, se viene introdotta questa riforma chi garantirà che le risposte del testimone non gli siano suggerite o magari addirittura scritte da altri?
Se si voleva davvero provare a risolvere l’emergenza giustizia, ci sarebbero state molte cose da fare. Ma una più semplice di tutte: rimandare a fare i giudici tutti i magistrati distaccati presso i ministeri (della Giustizia, ma non solo) o altri enti pubblici: sono sicuramente magistrati competenti e potrebbero aiutare non poco il funzionamento della giustizia. Di sicuro, molto meglio che con riformette come questa.