I fatti sono importanti. Eppure, nella polemica sorta dopo l’intervista di Marco Travaglio a “Che tempo che fa” quasi tutti se ne sono dimenticati.
Invece, è anzitutto interessante sapere cosa ha detto effettivamente Travaglio, e come lo ha detto. E a questo proposito, rinvio a questo link.
In secondo luogo ci si dovrebbe chiedere se quello che Travaglio ha detto è vero. Travaglio e altri parlano di una fantomatica società “Sicula Brokers”, ma sono in grado di dimostrare quanto dicono producendo una semplice visura della camera di commercio?
Ma ammettiamo comunque che quello che ha detto Travaglio fosse vero; cosa vorrebbe dire? Essere socio di una persona che diversi anni dopo è condannato per mafia non vuole dire essere mafioso o vicino alla mafia, soprattutto in zone con una rilevante presenza della criminalità organizzata, come Palermo, soprattutto per chi frequenta innumerevoli persone per motivi professionali.
Quale avvocato potrebbe giurare sull’immacolato passato e sul candido futuro di tutte le centinaia o migliaia di clienti conosciuti nella sua vita professionale? L’avv. Mandrake del Foro di Fantasilandia?
In realtà, probabilmente il comportamento di Travaglio è un perfetto esempio del dare notizie magari vere, ma in modo suggestivo e volutamente capzioso, dando ad intendere a chi ascolta (o legge) molto più di quello che i nudi fatti direbbero.
In teoria, secondo i principi enunciati dalla Cassazione, potrebbe trattarsi di diffamazione, ma questo lo deciderà un giudice, se il sen. Schifani alla fine presenterà querela, come ha preannunciato.
Tuttavia, considerando lo stile e l’aplomb di entrambi i protagonisti di questa vicenda, li vedrei meglio sfidarsi a duello alle 6 di mattina, nel cortile di Palazzo Madama.
Visto che l’art. 394 c.p. che vietava le sfide a duello è stato abrogato, non ci sono nemmeno ostacoli legali.
Basta che nessuno si faccia male.