Post da Maggio 2008
Nel Nord Est il 60% dei reati è opera di immigrati clandestini. Lo ha dichiarato ieri il capo della Polizia. Bella scoperta, verrebbe da dire, bastava guardare la lista che viene affissa prima delle udienze penali sulla porta dell’aula. Sono molti anni che la maggioranza dei nomi è straniera.
Eppure, nonostante questa evidenza circostanziale (per usare un termine giuridico) i politici e i commentatori di sinistra negli ultimi tempi ci propinavano la storiella dell’insicurezza percepita, come se la criminalità straniera fosse un’impressione del popolino suggestionabile. Salvo poi meravigliarsi se il popolo tradizionalmente di sinistra non ha votato, ha votato a destra, e magari qualche volta fa anche raid contro gli stranieri.
Purtroppo, nel nostro paese molti sono bravi solo a parlare, ma forse prima si dovrebbero leggere i numeri, le vere statistiche. E allora forse si commetterebbero meno errori.
Per esempio, i dati citati dal capo della Polizia dicono una cosa molto importante: non è l’immigrazione a creare criminalità, ma è la clandestinità. Il che dimostra che una politica rigida sull’immigrazione, oltre ad essere inutile (nessun reato ferma chi è disperato) è controproducente, perché aumenta il numero degli irregolari. Se invece si accoglie un numero più elevato di immigrati regolari, la criminalità inevitabilmente diminuirà, perché già oggi la perdita del permesso di soggiorno è temuta più della prigione, ed è quindi il miglior deterrente.
Questo bisognerebbe contrapporre alle politiche della destra, e in questa maniera si risponderebbe alla legittima domanda di sicurezza senza demagogia e in maniera molto più efficace.
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Contro l’Italia e contro gli italiani. Chi sono questi soggetti antinazionali e disfattisti che complottano contro il nostro paese? Tutti coloro che dubitano che una crescita irragionevole e incontrollata sia l’unica strada per l’umanità, almeno secondo la nuova Presidente della Confindustria Emma Marcegaglia, che all’assemblea della sua associazione tenutasi qualche giorno fa ha dichiarato (testuale):
La malattia dell’Italia si chiama crescita zero. Il ritorno alla crescita, ad una crescita sostenuta, deve essere il nostro vero obiettivo strategico. Chi non condivide questa priorità gioca contro l’Italia e gli Italiani. Su questo non ci possono essere posizioni neutre
Quando ho sentito queste parole non credevo alle mie orecchie. Per la neo-presidente degli industriali non si può mettere in discussione il PIL come metro di misura dello sviluppo economico, nonostante la sua inadeguatezza sia stata evidenziata da tanti. No, l’unico dogma dev’essere produrre, produrre, produrre e chi se ne frega dei limiti delle risorse energetiche, della massa dilagante di rifiuti, e dell’ambiente.
Purtroppo questa frase, letta dalla Marcegaglia con il suo tono ripetitivo da poesiaimparataamemoria, è molto significativa della scomparsa dell’ambientalismo dalla politica italiana. Da molto tempo, a dire il vero, i Verdi avevano rinunciato a fare il loro lavoro per dedicarsi a politiche da sinistra ex-sessantottina, e alla fine la loro illuminata (?) dirigenza li ha portati all’estinzione e all’uscita dal Parlamento. Già se ne vedono i segni, vedi il ritorno all’energia nucleare, la risurrezione del ponte sullo stretto, e quant’altro.
Ce da augurarsi che qualcun altro riprenda in mano le idee ambientaliste, che in tutto il resto dell’Europa sono al centro dell’agenda politica, anche di partiti e leader di centro-destra.
Intanto, per me che sono contro lo sviluppo insostenibile, non mi resta che prendere nota che sono “contro l’Italia”. E adesso, come farò per i prossimi Europei?
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Pacchetto sicurezza: arrivano due nuovi reati, migliaia di nuovi processi penali, un ennesimo passo avanti verso la catastrofe della giustizia.
Nel Consiglio dei Ministri di ieri il governo ha deciso di aggravare le pene per chi affitta un appartamento “in nero” a immigrati irregolari, e di presentare al parlamento un disegno di legge che, se approvato, introdurrà il reato di ingresso illegale nel territorio dello Stato.
Facile prevedere che non saranno pochi i possibili imputati di questi due reati, con una conseguente moltiplicazione di processi penali. Ma già adesso che la giustizia è in una situazione di emergenza, come farà il sistema, senza una robusta iniezione di risorse umane ed economiche, ad affrontare questo enorme aggravio di lavoro?
L’emergenza potrebbe diventare collasso, senza contare quello che potrebbe accadere nel sistema carcerario. E non bisogna attendere molto, perché per quanto riguarda gli affitti in nero, la norma è già operativa, e prevede tra l’altro la confisca dell’appartamento. Facile prevedere un moltiplicarsi del contenzioso, a meno che non si pensi che il proprietario accetti di perdere il suo immobile senza provare a difendersi in tribunale.
E’ urgente introdurre subito qualche misura a salvaguardia del sistema giustizia. Anche perché altrimenti tutti questi nuovi provvedimenti saranno del tutto inutili, perché non serve a niente (tranne alla propaganda) prevedere nuovi reati se la loro applicazione, nella maggioranza dei casi, non avverrà mai.
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Qual’è la funzione che deve svolgere Calderoli, nel suo nuovo ruolo di Ministro per la Semplificazione Normativa?
Ci ho pensato un po’, forse durante le riunioni del Consiglio dei Ministri, quando qualcuno vuole inserire in una legge qualche frase in burocratese stretto lui interviene.
Me lo vedo che dice “ehi, semplifica, fratello, semplificaaa” e traduce in italiano corrente; che ne so, “ginnastica” al posto di “educazione motoria”, “timbrare il biglietto” invece di “obliterare il titolo di viaggio”, “internet” invece di “rete telematica interconnessa”, “razzista” invece di “discriminatorio per motivi di etnia o appartenenza geografica”, “porcata”, invece di “modifiche alle norme per l’elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica”. E via così.
Magari fosse così. La verità è che l’unico senso di questo nuovo ministero è che Berlusconi voleva mantenere la promessa di 4 ministeri alla Lega, e tutti gli altri erano finiti.
E va considerato che Calderoli è un Ministro senza ministero, a capo di un Dipartimento creato per l’occasione, che al momento tra l’altro probabilmente non ha neanche sede, personale, auto blu e numeri di telefono, e nemmeno un sito internet. Anche se naturalmente provvederanno presto. A spese nostre.
Il problema è che queste invenzioni lasciano il segno. Anche un’altra volta Berlusconi si era inventato il Ministro per l’Attuazione del Programma. Tutti a ridere, e invece è ancora qui, tanto che pure il governo Prodi ne aveva uno. Le migliori invenzioni si copiano, evidentemente…
E quindi, attenzione: non ci libereremo facilmente di questa ennesima assurdità della politica italiana. Ma allora, era davvero meglio un Ministro della Barbabietola.
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La squadra del Presidente vince la Coppa. Questo miscuglio tra sport e politica vi è famigliare? Già, ma vi sbagliate. Non siamo in Italia, ma in Russia.
Eh sì, perché lo Zenit di San Pietroburgo ha vinto la Coppa UEFA battendo 2-0 il Glasgow Rangers. E chi se ne frega, mi direte voi.
Sbagliato. E’ interessante invece sapere che lo Zenit San Pietroburgo è di proprietà della Gazprom, la società russa del gas, un colosso economico di proprietà pubblica. E indovinate chi è il presidente del Consiglio d’Amministrazione della Gazprom? Dimitri Medveved, cioé l’attuale Presidente della Russia, che nel tempo libero è appassionato di rock e tifoso (naturalmente) dello Zenit San Pietroburgo.
Ma che simpatico conflitto d’interessi.
E poi ci si stupisce se Berlusconi e Putin vanno d’accordo…
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I fatti sono importanti. Eppure, nella polemica sorta dopo l’intervista di Marco Travaglio a “Che tempo che fa” quasi tutti se ne sono dimenticati.
Invece, è anzitutto interessante sapere cosa ha detto effettivamente Travaglio, e come lo ha detto. E a questo proposito, rinvio a questo link.
In secondo luogo ci si dovrebbe chiedere se quello che Travaglio ha detto è vero. Travaglio e altri parlano di una fantomatica società “Sicula Brokers”, ma sono in grado di dimostrare quanto dicono producendo una semplice visura della camera di commercio?
Ma ammettiamo comunque che quello che ha detto Travaglio fosse vero; cosa vorrebbe dire? Essere socio di una persona che diversi anni dopo è condannato per mafia non vuole dire essere mafioso o vicino alla mafia, soprattutto in zone con una rilevante presenza della criminalità organizzata, come Palermo, soprattutto per chi frequenta innumerevoli persone per motivi professionali.
Quale avvocato potrebbe giurare sull’immacolato passato e sul candido futuro di tutte le centinaia o migliaia di clienti conosciuti nella sua vita professionale? L’avv. Mandrake del Foro di Fantasilandia?
In realtà, probabilmente il comportamento di Travaglio è un perfetto esempio del dare notizie magari vere, ma in modo suggestivo e volutamente capzioso, dando ad intendere a chi ascolta (o legge) molto più di quello che i nudi fatti direbbero.
In teoria, secondo i principi enunciati dalla Cassazione, potrebbe trattarsi di diffamazione, ma questo lo deciderà un giudice, se il sen. Schifani alla fine presenterà querela, come ha preannunciato.
Tuttavia, considerando lo stile e l’aplomb di entrambi i protagonisti di questa vicenda, li vedrei meglio sfidarsi a duello alle 6 di mattina, nel cortile di Palazzo Madama.
Visto che l’art. 394 c.p. che vietava le sfide a duello è stato abrogato, non ci sono nemmeno ostacoli legali.
Basta che nessuno si faccia male.
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Cinque dei dodici ministri “con portafoglio” del governo Berlusconi sono avvocati. E anche se si considera l’intera compagine dei 21 ministri, la percentuale rimane significativa.
Sono avvocati: il ministro dell’Interno Roberto Maroni (che attualmente non esercita), il ministro dell’Economia Giulio Tremonti (Foro di Milano, iscritto all’Ordine dal 2004), il ministro della Difesa Ignazio La Russa (Foro di Milano, iscritto all’Ordine dal 1977), il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini (Foro di Brescia, iscritta all’Ordine dal 2003) e infine il ministro della Giustizia Angelino Alfano (di cui come avvocato non sono riuscito a sapere niente).
La cosa buffa è che dei tanti avvocati chiamati da Berlusconi come ministri, il più qualificato per guidare la Giustizia probabilmente era Ignazio La Russa, mentre invece è stato scelto Angelino Alfano, che è stato eletto deputato già nel 2001 (a trent’anni) e che quindi probabilmente ha molta più esperienza delle aule parlamentari che delle aule di giustizia.
E’ chiaro che Berlusconi ha voluto in quel posto una persona di sua assoluta fiducia, e che deve la sua folgorante carriera politica a lui. Le ipotesi possono essere due.
La prima è che Berlusconi ha deciso di risolvere i problemi della giustizia con un grande riforma di cui magari vuole occuparsi in prima persona assieme ad una persona di cui conosce le straordinarie qualità.
La seconda è che ha invece deciso di continuare con quella legislazione che ha già distrutto le fondamenta della giustizia penale, dando quei risultati che sono sotto gli occhi di tutti in termini di sicurezza e giustizia negata. E per ottenere questo obiettivo, ha voluto un ministro che non gli possa dire “no”, ma nemmeno “ma veramente, signor Presidente, io pensavo che”.
Speriamo che sia vera la prima.
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Risarcito il danno per il ritardo del treno? Bene, ma non chiamatelo danno biologico, quello è un danno esistenziale (o al limite un danno morale). Secondo una notizia apparsa ieri sulle agenzie e oggi sui giornali, invece, un giudice di pace di Milano avrebbe condannato Trenitalia a risarcire due passeggere per un danno biologico dovuto al ritardo di un treno, per un importo di 130 euro a testa.
Danno biologico?? Mi auguro che giornali ed agenzie abbiano sbagliato, non posso credere che nel 2008 il danno per il ritardo di un treno possa essere chiamato in questa maniera da un addetto ai lavori.
Secondo diverse definizioni legislative, come l’art. 138 del Codice delle Assicurazioni, per danno biologico si intende un danno alla salute medicalmente accertabile, come un colpo di frusta, una botta in testa, una gamba rotta. E quindi, a meno che il ritardo non vi abbia fatto impazzire (che potrebbe anche succedere…) non c’è danno biologico.
Le seccature, le ansie, i fastidi per il ritardo di un treno sono tutta un’altra cosa, si chiamano danno esistenziale e infatti il danno da ritardo di treno è già stato risarcito come tale (dal Giudice di Pace di Genova, per esempio).
Per chi volesse approfondire, comunque rimando al sito www.personaedanno.it, fondato e diretto dal prof. Paolo Cendon dell’università di Trieste, uno dei padri del danno esistenziale.
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Ultime ore di suspence per il nuovo nome del ministro della giustizia. Chi verrà chiamato ad un ruolo tanto complicato, soprattutto quando il premier è Silvio Berlusconi?
Chissà perché, stando alle voci di corridoio, Berlusconi sembra intenzionato ad affidare quell’incarico a persona di sua assoluta fiducia. Ecco allora che arrivano i nomi di Marcello Pera o la super new entry di Angelino Alfano.
Questo nome probabilmente è sconosciuto ai più; pure a me, ma mi sono documentato, e ho scoperto che si tratta di un avvocato, e pure dottore di ricerca in diritto d’impresa. Purtroppo, non sono riuscito a saperne molto di più, neanche sul suo sito www.angelinoalfano.it, dove ho però trovato questa grandiosa dichiarazione:
“Esprimo grande soddisfazione per il buon esito dell’incontro di ieri, che consentirà lo svolgimento, in grande stile, della Sagra del mandorlo: un appuntamento, ormai, dalla portata internazionale, che dà lustro alla Sicilia ed esporta le sue variegate tradizioni nel resto del Paese e all’estero”.
Davvero in grande stile, di portata internazionale e -soprattutto- di variegata tradizione nei luoghi comuni italiani.
Per il resto, per chi volesse familiarizzare con il personaggio, consiglio questo video, in cui l’on. Alfano fantastica di un consenso per Berlusconi da lui prudentemente stimato in “due terzi del popolo italiano”. quando Berlusconi, pur vincendo le elezioni, ha ottenuto (alla Camera) meno del 47% dei voti. Ma un tale ottimismo merita senz’altro l’alloro ministeriale.
E poi tutti a brindare con il latte di mandorla.
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