Allarme! Sul sito del governo è apparsa un’inquietante dichiarazione di Ricardo Franco Levi, sottosegretario alla Presidente del Consiglio e promotore di quel disegno di legge sull’editoria che obbligherebbe tutti i soggetti che svolgono attività editoriale su internet ad iscriversi al Registro degli operatori di comunicazione (ROC), già istituito dalla legge 31 luglio 1997 n. 249. Il problema è l’art. 2 del progetto di legge, che dà una definizione troppo estesa di attività editoriale, che vi farebbe ricadere anche i blog, se danno notizie.
La nuova versione della legge è un po’ migliore, perché (in pratica) restringe obblighi e controlli a chi ci guadagna qualcosa, ma l’idea alla base di tutto questo è sbagliata e porterebbe solo più burocrazia, più controllo, meno libertà, meno indipendenza. L’informazione professionale non si salva attaccando la concorrenza di Internet, ma facendo vera informazione.
In ogni caso, l’on. Levi ha dichiarato:
Ho letto e ascoltato con piacere, nella giornata di oggi le parole dell’on. Bonaiuti e dell’on. Giulietti a favore di un approccio condiviso ad una riforma dell’editoria. Come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, considero queste prese di posizione coerenti con la felice tradizione del Parlamento italiano che ha sempre saputo trovare il modo per affrontare i temi dell’editoria in un’ottica e con un spirito che superassero le pur legittime divisioni tra gli schieramenti politici.
E’ con questo medesimo spirito che confermo la mia intenzione di ripresentare al prossimo Parlamento il disegno di legge per la riforma dell’editoria…
Ma che bello!! Gli elettori di Levi (PD) saranno felici di saperlo tanto in sintonia con il portavoce di Berlusconi… Tutti insieme per burocratizzare e togliere libertà al web. Forse bisognerebbe ricordare all’on. Levi che le elezioni sono finite, e non c’è più bisogno di fare leggi impopolari per regalare il governo alla destra.
A proposito, un grazie ad Andrea Tj che ha segnalato la questione sul suo blog.
5 risposte finora ↓
Andrea Tj // 21, Aprile, 2008 a 4:53 pm |
Grazie a te!
Tj
Sara // 22, Aprile, 2008 a 12:01 pm |
Censurare Internet??
E’ più facile che un cammello….
gianni il bello // 22, Aprile, 2008 a 6:49 pm |
Mi ricorda un libro di fantascienza letto qualche anno fa… se non vado errato è “la scacchiera”, di John Brunner, pubblicato da Urania. In questo libro si narrano le vicende di alcuni personaggi in un Paese sudamericano nel quale tutte le fonti informative sono in mano al Governo, che arriva a trasmettere messaggi subliminali contro gli oppositori…
Raniero // 23, Aprile, 2008 a 9:44 am |
Anch’io penso che censurare internet sia impossibile, a meno di non essere in un regime didattoriale tipo Cina.
Certo, si potrebbe immaginare, come nel racconto citato da Gianni, un politico con il controllo dei mezzi di informazione che rincretinisce il popolo a mezzo di calcio spettacolo, soap, fiction, finta satira qualunquista e veline sgambettanti, e una volta rincretinita la massa ottiene consensi plebiscitari.
Tutte fantasie.
Vero? Vero??? Ditemi che è così!!!
Sara // 23, Aprile, 2008 a 10:59 am |
Tutto ciò mi ricorda qualcosa di familiare….