In un’intervista televisiva il Dalai Lama ha voluto smentire i dirigenti cinesi che lo accusano di secessionismo (che peraltro sarebbe del tutto legittimo) precisando che il suo obiettivo non è l’indipendenza del Tibet, ma soltanto una forma di autonomia come quella dell’Alto Adige in Italia. Ha citato espressamente l’Alto Adige come esempio di autonomia, ricordando anche di essere grande amico del Presidente della Provincia di Bolzano.
L’amicizia è ricambiata: quest’ultimo aveva dichiarato, in un’occasione di un loro precedente incontro, che tibetani e altoatesini hanno “molto in comune: viviamo tra le montagne, la nostra economia si basa sulle piccole imprese, abbiamo una forte tradizione». E non dimentichiamo gli yak tibetani di Messner!
In ogni caso, le parole del Dalai Lama dovrebbero inorgoglirci: vuol dire che l’Italia ha realizzato uno dei migliori statuti di autonomia regionale del mondo, e questo è senz’altro un merito dei nostri legislatori. Ogni tanto capita.