Diritti e Ingiustizie

Trent’anni fa

16, Marzo, 2008 · 1 Commento

Chi ha la mia età non dimenticherà mai il 16 marzo di 30 anni fa, quando l’Italia si fermò, unita al di là delle differenze politiche, nell’orrore per la strage di via Fani, la prima fase del rapimento di Aldo Moro, compiuto dalle Brigate Rosse per bloccare l’esperimento del governo di unità nazionale tra Partito Comunista e Democrazia Cristiana.

Non ci dovrebbe essere perdono né giustificazione per i colpevoli di questo crimine. Che fossero manovrati da servizi segreti stranieri, o motivati da obiettivi pseudo rivoluzionari (ridicoli se non avessero avuto queste conseguenze), costoro avrebbero meritato di scontare per intero le loro pene. In carcere, come tocca ai boss mafiosi, per esempio.

Purtroppo non è così. I colpevoli della strage di via Fani sono tutti più o meno liberi, e lo stesso vale (ancora più incredibile) per i terroristi di destra condannati per la strage della stazione di Bologna, dove morirono 85 (ottantacinque) persone.

E in questi casi la cosa più triste è sentire politici di sinistra che prendono le parti dei terroristi di sinistra o politici di destra che difendono i terroristi di destra. Che si tratti di casi isolati non importa. Non ci può essere vicinanza politica con la violenza terroristica, perché si tratta anzitutto di criminalità, che non ha colore salvo quello della violenza.

Almeno si potrebbe (e sarebbe proprio il minimo) cancellare dalla storia e dalla cronaca i nomi degli assassini e ricordare invece, una volta tanto, i nomi delle vittime di trent’anni fa.

Oreste Leonardi, Francesco Zizzi, Domenico Ricci, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera.  Aldo Moro.

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