Anche quest’anno, ecco arrivare il famigerato decreto “milleproroghe”.
La legge simbolo di un paese messo davvero male; da una parte c’è un abnorme produzione normativa, spesso troppo astratta per trovare applicazione, dall’altra parte un paese ed un’organizzazione burocratica restìa ad ogni riforma, anche la più ragionevole.
E così, ogni anno, arriva regolarmente il decreto milleproroghe.
Già il nome è tutto un programma. E dentro c’è davvero di tutto, dall’Ordine Mauriziano al dissesto economico degli enti locali. Tutto rinviato, prorogato, rimandato.
Quest’anno qualche spiritosone del ministero della giustizia voleva infilarci anche l’aumento del contributo unificato (la tassa da versare per iniziare un causa), che aveva davvero un sapore beffardo, data la situazione della nostra giustizia. Ma per fortuna l’iniziativa (pare) non ha avuto successo.
Parafrasando il titolo del film dei fratelli Coen, non resta che concludere:
non è un paese per persone serie.