Il processo da un milione di euro
24, Febbraio, 2008 · 4 Commenti
L’altro giorno ho sentito, in una trasmissione alla radio, Vittorio Messori (giornalista e scrittore cattolico) dichiarare che chi promuove un processo di canonizzazione alla fine deve sborsare quasi un miliardo e mezzo di vecchie lire, il che oggi equivale probabilmente a non meno di un milione di euro.
E’ l’unico caso in cui chi vince una causa deve pagare molto di più che se la perdesse!
Perché quello di canonizzazione sembra davvero un procedimento giudiziario, espressione della natura fortemente intrisa di giuridicità della chiesa cattolica.
Certo, dal 1983 non c’è più l’avvocato a favore del santo (advocatus dei) contrapposto all’avvocato contrario (advocatus diaboli) nel più classico dei dibattimenti.
Ma c’è ancora comunque l’iniziativa di parte, il processo diocesano con tanto di istruttoria (con tanto di prove testimoniali), e poi il secondo grado di giudizio avanti alla Congregazione dei Santi.
Durante l’intero procedimento, il futuro santo prima ottiene la qualifica di “servo di Dio”, poi quella di “venerabile” e infine quella di “beato”, ma per arrivare a tanto ci vuole un miracolo certificato. Non basta un miracolo qualsiasi, ma un miracolo convalidato da cinque medici e sette teologi.
E per passare al successivo livello, quello di santo, ci vuole un altro miracolo, anche questo certificato.
Corsia preferenziale per chi muore da martire: in quel caso non c’è l’onere della prova del miracolo, perché basta il martirio.
In ogni caso, al termine di questo lungo e complesso procedimento c’è la proclamazione a Santo da parte del Papa e, finalmente, la festa in Piazza San Pietro. E qui il gruppo di fedeli o l’ordine religioso che ha presentata l’istanza deve affrontare la spesa più maggiore: c’è l’affitto della piazza (??), le sedie, gli addobbi floreali, insomma praticamente un matrimonio all’estrema potenza.
Il tutto, per il miracoloso costo di un milione di euro.E poi dicono che gli avvocati sono cari!
Categorie: diritto · religione
Messo il tag: beati, canonizzazione, processo, santi
4 risposte finora ↓
Ruby // 24, Febbraio, 2008 a 4:14 pm |
Strabiliante! Tutto ciò è davvero poco cristiano. Se Gesù tornasse davvero…altro che mercanti dal tempio!
gianni il bello // 27, Febbraio, 2008 a 3:50 pm |
Per fortuna papa ratzinger ha optato per beatificazioni di massa (i martiri franchisti per esempio)… quantomeno si risparmiano denari…
In attesa della beatificazione di Pinochet e amici, speriamo che si continui a seguire la strada del risparmio.
federica // 28, Febbraio, 2008 a 12:46 pm |
Facendo un calcolo di conversione, svalutazione e rivalutazione monetaria, mi domando a quanto equivarrebbero oggi i trenta denari d’argento per i quali Gesù fu tradito e consegnato ai suoi nemici… Ha fruttato di più alla religione cattolica e all’affermarsi della sua chiesa nel corso dei secoli, quel bacio traditore di una persona considerata amica o tutti questi processi di canonizzazione, il cui costo esorbitante lascerebbere qualunque fedele senza parole, anche il più integralista?
La risposta appare scontata, non fosse altro che per un semplice calcolo matematico, se si considera che di quei baci nella storia se ne registra uno solo, ed invece i processi di canonizzazione non fanno altro che moltiplicarsi. Trovo inconcepibile che le questioni spirituali e di fede possano essere commercializzate. La fede non può e non deve essere oggetto di un business, di un affare, di una organizzazione con scopo di lucro.
Raniero // 28, Febbraio, 2008 a 3:43 pm |
Beh, è facile immaginare cosa farebbe Gesù se tornasse oggi. E che fine farebbe tutto quel merchandising del sacro che circonda tanti luoghi di culto, a partire dal vialone che porta a piazza S. Pietro, dove tra l’altro il buon Gesù ha molti meno gadget della Madonna, di Padre Pio e di Giovanni Paolo II. Andare per credere.